Si tratta di un’azione diurbanismo tatticoche, coinvolgendo una scuola pubblica dell’infanzia e il parco giochi ad essa prospiciente, ha riqualificato il fronte scuola, il tratto di strada che la separa dal parco giochi e la parte libera pavimentata di quest’ultimo attraverso la realizzazione di un’area pedonale ludica. L’intervento, ispirato ad alcuni dipinti urbani di Paul Klee e quindi utilizzando anche l’arte come mezzo di comunicazione e di valorizzazione dello spazio pubblico, ha trasformato la facciata della scuola, le strisce pedonali e la pavimentazione del parco giochi mediante giochi, disegni e colori creando un percorso continuo che conduce fino alla zona verde attrezzata. Un’onda di colore che, come una sorta di onda del mare, origina dalla scuola -non casualmente perché è qui che si formano le giovani menti, i cittadini del futuro- e si propaga nello spazio circostante, investendo e trasformando tutto ciò che incontra: l’asfalto della strada, gli arredi urbani, quali panchine, cestini portarifiuti, panettoni di cemento, nonché la pavimentazione del parco. Ai lati di quest’onda di colore, una serie di pennellate hanno dato vita ai giochi di strada – tra cui il gioco della campana, il serpente letterario, il twister, il viale aritmetico, la danza dei colori e il labirinto- con il duplice obiettivo di utilizzare il gioco come strumento educativo e di recuperare attività ludiche tradizionali, oggi, quasi, scomparse e cadute in disuso. Questi giochi collettivi rivestono un ruolo fondamentale nello sviluppo del bambino, innanzitutto, perché favoriscono la socializzazione, il rispetto delle regole condivise e il confronto con gli altri in un contesto di pari, nel quale le differenze sociali non contano, perdono rilevanza. Al tempo stesso, stimolano la creatività, la fantasia, l’autonomia e il senso di responsabilità offrendo a ciascun bambino l’opportunità di trovare il proprio ruolo all’interno del gruppo e di rafforzare la propria identità. Infine contribuiscono allo sviluppo delle abilità motorie grazie ad attività come correre, saltare, lanciare, ricevere etc che migliorano equilibrio, coordinazione, forza e controllo del proprio corpo. Infine, allo scopo di creare una continuità tra le due aree del parco giochi -quella libera e pavimentata, direttamente interessata dal progetto, e quella verde attrezzata, inizialmente non coinvolta- abbiamo dipinto i cordoli delle varie aree che contengono le unità ludiche. Questo intervento ha permesso di collegare visivamente le due parti del parco dando vita ad un ambiente ancora più armonioso, vivace e ricco di colori. La colorazione dei cordoli ha, inoltre, migliorato la sicurezza dei bambini: in precedenza, infatti, cordoli e pavimentazione, entrambi di colore grigio, tendevano a confondersi, aumentando il rischio di inciampare. Oggi, invece, grazie al netto contrasto cromatico, i cordoli risultano facilmente individuabili, contribuendo a rendere gli spazi di gioco più sicuri e fruibili. Il progetto inoltre ha previsto anche un’importante fase laboratoriale, svolta all’interno della scuola, durante la quale i bambini sono stati coinvolti attivamente nel percorso progettuale. In una prima fase hanno individuato e riscoperto alcuni giochi tradizionali di strada, realizzandone delle sagome di cartone. Successivamente hanno osservato e analizzato alcuni dipinti urbani di Paul Klee approfondendone gli aspetti cromatici e compositivi. Attraverso queste attività hanno acquisito le prime nozioni sulla distinzione tra colori primari e secondari e riconosciuto le principali figure geometriche piane, quali quadrato, rettangolo, triangolo e cerchio. In seguito, i bambini hanno creato il loro personale paesaggio urbano, disegnando e ritagliando le varie forme geometriche su cartoncini colorati e assemblandole, sotto la guida attenta nostra e di quella delle insegnanti. Questa attività ha favorito lo sviluppo della creatività, della capacità compositiva e della collaborazione all’interno del gruppo. Infine, volendo sperimentare un lavoro collettivo -inizialmente abbiamo lavorato per classi mentre alla fine abbiamo messo i bambini tutti quanti insieme in uno spazio della scuola sufficientemente grande-, abbiamo fatto dipingere loro un paesaggio urbano, utilizzando, questa volta, le tempere e i pennelli. La fase finale del progetto si è svolta all’aperto, con la partecipazione diretta dei bambini alla pitturazione dell’area pavimentata del parco giochi. Il loro coinvolgimento nell’intervento di trasformazione dello spazio pubblico aveva un preciso obiettivo educativo: favorire il senso di appartenenza e di cura nei confronti del bene comune. Partecipando concretamente alla realizzazione dell’opera, i bambini hanno potuto riconoscere quello spazio come parte della propria esperienza quotidiana e sviluppare una maggiore consapevolezza dell’importanza di preservarlo e rispettarlo, contribuendo così alla formazione di cittadini più responsabili e attenti alla collettività. Un complesso progetto, dunque, artistico ed educativo, che prende avvio dalla scuola e che la pone al centro del processo di trasformazione. Tale scelta non è casuale: è infatti all’interno dell’istituzione scolastica che può svilupparsi una nuova coscienza civica e maturare un diverso modo di abitare e vivere lo spazio pubblico, fondato sul rispetto del bene comune e sulla coerenza tra i valori trasmessi attraverso l’educazione e i comportamenti quotidiani. L’introduzione dell’astrattismo di Paul Klee, protagonista delle avanguardie artistiche del primo Novecento, risponde anch’essa a una precisa scelta progettuale. Per Klee l’arte non si limita a rappresentare il visibile, ma «rende visibile» ciò che normalmente non lo è. Muovendo da questa riflessione, il progetto utilizza il linguaggio artistico come strumento per dare forma a una visione di città ancora in gran parte invisibile: una città più a misura d’uomo, caratterizzata da spazi pubblici capaci di favorire l’incontro, il gioco e la socialità, da una mobilità più sostenibile e da un più profondo senso di appartenenza e di responsabilità nei confronti della cosa pubblica. Il progetto è stato realizzato in un quartiere popolare della città, caratterizzato da significative criticità di natura culturale, economica e sociale, alle quali si è cercato di offrire una risposta concreta attraverso un intervento di rigenerazione di uno spazio pubblico. L’area libera pavimentata del parco giochi, precedentemente grigia, priva di funzioni e usata impropriamente come parcheggio con evidenti ripercussioni sulla sicurezza dei bambini, è stata trasformata in un’area pedonale ludica, destinata al gioco, all’incontro e alla permanenza delle persone. Oggi i bambini possono utilizzarla in condizioni di sicurezza, mentre gli adulti possono sostare, conversare, leggere o semplicemente vivere uno spazio pubblico finalmente restituito alla collettività. Si potrebbero anche organizzare degli spettacoli per bambini o un cinema all’aperto. Infatti, l’idea progettuale, attraverso la valorizzazione dell’attraversamento pedonale e la riqualificazione dell’area pavimentata con giochi e colori, crea uno spazio pedonale che favorisce la socializzazione, la mobilità sostenibile, la sicurezza ed un migliore rapporto con la “res pubblica”. Lo spazio pubblico torna così a essere luogo di incontro, relazione e partecipazione. Gli obiettivi dell’intervento erano molteplici: riqualificare uno spazio urbano sottraendolo al degrado e al parcheggio indiscriminato; educare i bambini della scuola dell’infanzia al rispetto e alla cura del bene comune; promuovere forme di mobilità sostenibile capaci di ridurre gli impatti ambientali derivanti dal traffico veicolare; favorire la partecipazione attiva della comunità locale ai processi di trasformazione urbana. Tali obiettivi sono stati pienamente raggiunti grazie all’impiego degli strumenti propri dell’urbanismo tattico: arte, colore, arredi urbani e interventi leggeri, temporanei, ma altamente trasformativi. A differenza delle tradizionali politiche di pianificazione urbana, spesso caratterizzate da processi decisionali di tipo verticale, questo approccio ha coinvolto direttamente cittadini, scuola, amministrazione comunale e associazioni in un percorso condiviso di progettazione e realizzazione. La partecipazione della comunità ha rappresentato, non solo uno degli elementi qualificanti del progetto, ma anche una garanzia della sua sostenibilità nel tempo. Il coinvolgimento dei residenti del quartiere e dei bambini, infatti, favorisce lo sviluppo di un senso di appartenenza e di responsabilità nei confronti dello spazio riqualificato, aumentando le possibilità che esso venga preservato, curato e difeso da eventuali atti vandalici. Un progetto, quindi, che complessivamente ha rivelato attraverso le forme, i colori, le linee, i rapporti geometrici e le armonie di Paul Klee un nuovo modo di concepire e vivere lo spazio urbano, un modo innovativo e creativo che mette al centro le persone rispondendo alle loro esigenze di convivialità e socializzazione. L’intervento si è concluso con l’inaugurazione ufficiale dell’area, svoltasi il 23 maggio, alla presenza della dirigente dell’IC Perotti-Ruffo, prof.ssa Ippolita Lazazzera, del Sindaco, Davide Del Re, dell’amministrazione comunale e della Polizia municipale nel corso della quale abbiamo esposto i paesaggi urbani che i bambini avevano realizzato durante il laboratorio a testimonianza del loro percorso educativo, della loro bravura, del nostro stupore e dell’importanza di un progetto che ha saputo coniugare educazione, arte, partecipazione e rigenerazione urbana.
Architetto: Stella Spinelli | Artisti: Daniele Gadda e Arianna Angelillo | Ideazione e progettazione: Marisa Orlando
Collaborazioni: Enrico Cotrufo | Antonietta Depalma | Pietro d’Onghia | Annarita Galeone | Franco Paradiso | Nicola Orlando







