Sin dalla sua costituzione, l’associazione ha promosso l’educazione al territorio e alla cittadinanza, l’educazione ambientale e la diffusione della cultura dedicando particolare attenzione ai minori e alle persone in situazione di fragilità psichica e/o socio-economica, di cui ha favorito l’inclusione, l’aggregazione e la socializzazione, contribuendo alla loro piena partecipazione alla vita della comunità. In particolare:
- abbiamo vinto l’avviso pubblico“Puglia Capitale Sociale 3.0”promosso dalla Regione Puglia per sostenere iniziative di innovazione sociale e partecipazione civica con un progetto di urbanismo tattico dal titolo“Sognando un paesaggio urbano”. L’iniziativa ha visto coinvolti il Comune, in qualità di soggetto partner e la Scuola dell’Infanzia “Don Battista Armienti” come soggetto collaboratore mentre l’obiettivo è consistito nella realizzazione di un’area pedonale ludica, capace di coniugare sicurezza, socializzazione, sostenibilità e qualità dello spazio pubblico. Il progetto si è ispirato ai dipinti urbani di Paul Klee e ha utilizzato l’arte come strumento di comunicazione e trasformazione urbana. Attraverso colori, giochi di strada e nuovi arredi, sono stati riqualificati il fronte-scuola, il percorso pedonale che collega l’edificio scolastico al parco giochi e l’area libera pavimentata del parco stesso fino alla sua zona verde attrezzata. Anche i cordoli delle diverse aree ludiche sono stati colorati per creare continuità visiva tra i due spazi. L’intervento ha dato vita ad un ambiente caratterizzato da giochi tradizionali di strada – come la campana e il labirinto – e da una forte identità cromatica. Come un’onda del mare che attraversa lo spazio pubblico travolgendolo, il colore ha interessato l’asfalto, la pavimentazione e gli arredi urbani, contribuendo così a ridefinire la percezione del luogo e a renderlo più accogliente e vivibile. Accanto alla trasformazione fisica degli spazi, il progetto ha previsto un importante percorso educativo svolto all’interno della scuola. I bambini hanno studiato le cromaticità e le geometrie presenti nelle opere di Paul Klee, imparando a distinguere colori primari e secondari e a riconoscere le principali forme geometriche (quadrato, rettangolo, triangolo e cerchio). Successivamente hanno realizzato i propri paesaggi urbani utilizzando cartoncini colorati e, in una fase ulteriore, hanno sperimentato un lavoro collettivo attraverso la realizzazione di un grande dipinto con tempere e pennelli. La partecipazione attiva dei bambini è culminata nella colorazione dell’area pavimentata del parco giochi. In questo modo essi sono diventati protagonisti della cura di uno spazio pubblico che dal giorno dopo hanno cominciato a sentire maggiormente proprio, comprendendo concretamente il valore della cittadinanza attiva, della legalità, dell’uguaglianza e della responsabilità condivisa. Avviato nel 2024, il progetto ha seguito un percorso articolato che ha compreso attività di comunicazione alla cittadinanza, coinvolgimento dei residenti del quartiere e laboratori scolastici. Si è concluso a maggio 2025 con una cerimonia inaugurale che ha visto la presenza delle istituzioni coinvolte, quali la dirigente del’IC Perotti-Ruffo, prof.ssa I. Lazazzera, il Sindaco, l’amministrazione comunale e la Polizia municipale nel corso della quale i bambini hanno giocato e mostrato i loro paesaggi urbani. “Sognando un paesaggio urbano” rappresenta quindi un progetto educativo e culturale che parte dalla scuola – luogo in cui si formano i cittadini di domani, le giovani menti – per estendersi allo spazio pubblico, rendendolo più sicuro, sostenibile, inclusivo e bello. La scelta di ispirarsi all’astrattismo di Paul Klee non è casuale. Se per l’artista l’arte rende visibile ciò che non è, ciò che non si vede, per noi il non visibile e quindi il tentativo di rendere visibile attraverso questo progetto di urbanismo tattico è l’idea di una città più a misura d’uomo, una città cioè dotata di maggiori spazi di socialità, di una mobilità sostenibile e di un più forte senso di appartenenza alla cosa pubblica da cui il titolo del progetto “Sognando un paesaggio urbano”.
Segue il link del mio intervento a Bari, il giorno 9 gennaio 2025, in occasione della convention su “PugliaCapitaleSociale 3.0” organizzata dalla Regione Puglia; convention, questa, che ha accolto tutte le associazioni della regione vincitrici dell’avviso pubblico e che ha visto l’intervento sia di dirigenti e funzionari del Welfare della Regione Puglia che di responsabili del III settore (CSV) e del mondo della scuola.
- abbiamo vinto il bando per la“Concessione di contributi camerali a sostegno di iniziative di promozione turistica e valorizzazione del patrimonio culturale – anno 2025”della Camera di Commercio di Bari con un progetto che unisce letteratura e teatro dal titolo“Odissea: l’importanza di chiamarsi Ulisse”. Il progetto è consistito in un seminario sull’Odissea, tenuto da 2 illustri docenti del Liceo Scientifico “L. Da Vinci ” di Cassano, quali la prof.ssa Natale e il prof. Mele, alla presenza di un pubblico formato degli studenti del biennio del liceo e da comuni cittadini, e dalla sua rappresentazione teatrale. Il seminario ha avuto il fine di fornire agli studenti importanti spunti di riflessione sul poema epico, propedeutici anche alla rappresentazione teatrale, consistenti in considerazioni sulle figure di Telemaco e Penelope e sulla possibilità di assimilare Ulisse a ChatGPT. Il primo è colui che va alla ricerca della sua identità, è cioè l’infante che si trasforma in fante perché, spronato dalla dea Atena che lo esorta a partire per cercare il padre a cui tanto somiglia anche nei tratti somatici, cresce e diventa adulto; passa quindi dalla dimensione della stasi, della comoda protezione, dell’attesa a quella del combattimento, non inteso in quanto tale, ma come ritrovamento, definizione della propria identità. Il suo nome porta in sé il suo destino (Telemaco infatti significa “colui che combatte da lontano”) per cui rappresenta chiunque di noi è in cerca di un’identità che si deve costituire, in genere superando quella del genitore, e vive il momento con grande angoscia e inquietudine. Penelope, invece, che nell’immaginario collettivo è considerata colei che attende, rappresenta l’identità di Itaca, è cioè giuridicamente Itaca perché, se non avesse ideato lo stratagemma della tessitura del sudario di Laerte che astutamente disfa di notte, dimostrando così, al pari di Ulisse, di avere una “metis” cioè un’intelligenza pratica, Ulisse non avrebbe trovato nulla al suo ritorno, non avrebbe trovato cioè ad attenderlo un regno per cui Penelope rappresenta la resistenza delle donne in una società patriarcale, la forza che una donna ha di difendere sé stessa, il suo destino, la sua vita la sua storia, la sua casa. In quanto, invece, al parallelismo tra Ulisse e ChatGPT, così come quest’ultima raccoglie i dati, li analizza e fornisce una soluzione, allo stesso modo Ulisse, che era dotato di metis ossia di intelligenza pratica, osserva, analizza e risolve i problemi, come per esempio lo stratagemma del cavallo di Troia, l’accecamento di Polifemo etc. Ulisse inoltre accompagna i suoi compagni nel travagliato viaggio di ritorno, affrontando ostacoli e trovando soluzioni, cioè fa da guida e anche ChatGPT fa da guida tra informazioni, problemi e decisioni suggerendo percorsi e alternative. Quello che li differenzia è il nous ossia l’intelligenza contemplativa, quella forma di intelligenza cioè capace di cogliere il senso del tutto che Ulisse possiede e che lo spinge ad esplorare nuovi mondi oltrepassando i limiti della conoscenza imposti da Dio (le colonne d’Ercole) e che invece ChatGPT non ha per cui possiamo dire che Ulisse naviga il mare alla ricerca di conoscenza e di nuove rotte mentre ChatGPT naviga il mare di informazioni per aiutare le persone ad orientarsi cioè il primo esplora il mondo mentre il secondo esplora il linguaggio che descrive il mondo. Lo spettacolo teatrale dell’Odissea invece ha avuto l’obiettivo di dare voce al testo cioè di far capire agli studenti, molti dei quali per la prima volta hanno assistito ad una performance teatrale, come il teatro sia in grado di tradurre il testo in emozioni e gesti attraverso l’interpretazione degli attori. E’ stato uno spettacolo di narrazione musicale che ha avuto l’obiettivo di raccontare per riflettere e riflettersi; una rappresentazione cioè che ha voluto, non tanto raccontare il periglioso viaggio di ritorno a casa dell’eroe Ulisse, dopo la guerra di Troia, quanto il racconto che Ulisse fa di sé e del suo viaggio. Una narrazione, quindi, che si è incentrata sul raccontare e raccontarsi (“raccontami” è la seconda parole chiave che incontriamo all’inizio del poema) e che, parlando della storia di un uomo fatta di fatiche, tentazioni, cadute e imprese, ha voluto far riflettere sulla complessità dell’animo umano, sulle sfide del cambiamento, sulla ricerca della propria identità e sull’importanza del legame con le proprie radici.
- abbiamo vinto l’avviso pubblico“Futura. La Puglia per la parità- III edizione”promossa dal Consiglio Regionale della Puglia con un progetto, intitolato“Donne e Madonne, dal Medioevo al Novecento”. Il progetto è consistito in 4 seminari che, abbracciando un arco temporale piuttosto lungo che va dal Medioevo ai primi del Novecento, hanno fatto riflettere sulla condizione femminile attraverso il racconto di 4 donne, quali: Caterina da Siena, Christine de Pizan, Giovanna d’Arco e Virginia Woolf. Un percorso educativo, quindi, che ha promosso la parità di genere e l’emancipazione femminile attraverso la testimonianza di donne che, ognuna a modo proprio e in maniera diversa, hanno rotto le regole, hanno avuto il coraggio di imporre la propria identità e volontà, hanno saputo andare contro ciò che la società ordinava loro. A dimostrazione del fatto che il desiderio di emancipazione c’è sempre stato ed è sempre stato molto forte; un secolo dopo la Woolf ancora si interroga sull’universo femminile denunciando tutti i limiti e le ingiustizie che una donna deve subire per intraprendere e percorrere la stessa strada di un uomo. Ai seminari abbiamo affiancato poi degli interessanti banchetti didattico-divulgativi, tenuti da un’associazione che si occupa di rievocazioni storiche (Brvndisium Historica) e che ha collaborato al progetto, che hanno avuto un grande successo e che hanno costituito l’elemento di innovazione del progetto medesimo (l’originalità invece era data dalla natura dei seminari, cioè dal fatto che si approcciasse al problema della parità di genere attraverso il racconto di donne, che già dal Medioevo, hanno fatto della propria vita un manifesto della condizione femminile, a dispetto delle convezioni del tempo che le volevano esclusivamente mogli e madri). I banchetti didattici hanno illustrato alcuni spaccati della vita quotidiana delle donne nel Medioevo nonché gli usi, le arti e i costumi. Partner del progetto è stata l’associazione “No More-Difesa Donna” un’associazione che dal 2014 si occupa di contrastare il fenomeno della violenza di genere collaborando con il centro anti-violenza Li.a e con gli sportelli di ascolto e organizzando progetti nelle scuole, incontri, dibattiti e seminari.
- abbiamo promosso e realizzato il progetto di legalità ambientale “Un albero per il Futuro”, patrocinato dal Ministero della Transizione Ecologica e finalizzato alla diffusione della cultura della legalità ambientale e alla prevenzione dei crimini contro l’ambiente attraverso percorsi educativi rivolti alle giovani generazioni. Il progetto coniuga l’educazione alla legalità con la tutela dell’ambiente mediante la creazione di un “bosco diffuso”, costituito dalla messa a dimora di alberi in diversi contesti territoriali. Nell’ambito dell’iniziativa, presso la scuola primaria, sono stati piantati tre esemplari di leccio e il cosiddetto “Albero di Falcone”, un esemplare diFicus macrophylla columnaris magnoleoides derivato dall’albero che cresce nei pressi dell’abitazione del giudice Giovanni Falcone, assassinato dalla mafia nel 1992 durante la Strage di Capaci. L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di sensibilizzazione sui temi della sostenibilità ambientale, della cittadinanza attiva e della lotta alle mafie, trasmettendo alle nuove generazioni i valori della legalità, della memoria e della responsabilità verso il bene comune.
- abbiamo realizzato 3 centri estivi, di cui uno scolastico e due comunali. I centri estivi comunali si sono svolti in 2 differenti zone del centro storico del paese (piazza Ruffo e piazza Adua) al fine di rivitalizzarlo e di coinvolgere i minori residenti (spesso sfuggenti agli stessi Servizi Sociali) che hanno infatti aderito, numerosi, alle attività proposte. Il primo centro estivo comunale è stato rivolto a minori di età compresa tra i 4 e i 16 anni ed è consistito nell’inclusione dei soggetti fragili, nella socializzazione e nell’educazione al rispetto dell’ambiente mediante l’uso di tecniche e materiali naturali con conseguente rafforzamento delle competenze relazionali, valorizzazione del territorio e dell’artigianato artistico. Anche il secondo centro estivo comunale ha coinvolto i minori di età compresa tra 4 e 16 anni. Tra i partecipanti figuravano numerosi fratelli, sorelle e altri familiari dei minori che avevano preso parte al primo centro estivo, a testimonianza, evidentemente, dell’apprezzamento e dell’entusiasmo suscitati. Anche in questo caso abbiamo perseguito molteplici finalità educative, tra cui l’inclusione dei soggetti fragili, la socializzazione, la curiosità e l’interesse nei confronti dell’artigianato artistico, la tutela dell’ambiente e la valorizzazione del territorio attraverso una serie di laboratori artistici e manipolativi che hanno stimolato curiosità, creatività e senso di appartenenza alla comunità. Il centro estivo scolastico, invece, si è svolto nell’ambito del“Piano Estate 2021” promosso dal MiUR, presso il giardino della scuola primaria. Ha offerto ai partecipanti un ambiente educativo sicuro e stimolante, particolarmente adatto allo svolgimento di attività ludiche, formative e laboratoriali finalizzate allo sviluppo delle competenze personali, relazionali e sociali. Particolare attenzione è stata dedicata alla promozione dei valori della cittadinanza attiva, della sostenibilità ambientale e del rispetto reciproco, contribuendo alla costruzione di relazioni positive e al rafforzamento del senso di appartenenza alla comunità scolastica e territoriale. L’esperienza ha rappresentato un’importante occasione di crescita educativa e personale offrendo ai minori occasioni di apprendimento informale, confronto e condivisione in un ambiente accogliente e inclusivo.
- abbiamo istituito un mercatino di artigianato al fine di promuovere e valorizzare le produzioni artigianali locali, sostenere gli operatori del settore, favorire la diffusione delle tradizioni artistiche e manifatturiere del territorio e contribuire allo sviluppo economico, turistico e culturale del paese. Un mercatino che è sia tradizionale che artistico, che mette insieme professionalità diverse tra di loro e che si svolge nel centro storico del paese al fine di valorizzarlo e rivitalizzarlo, tant’è che l’abbiamo chiamato“Curiosando in piazza”sia per suscitare interesse nei suoi confronti e spingere dunque le persone a visitarlo sia perché si svolge nella piazza più grande del borgo antico. Un evento che si realizza ogni prima domenica del mese e che dà importanza all’artigianato, custode delle tradizioni e degli usi tipici della nostra città, e parte del nostro tessuto sociale. Con il mercatino di artigianato abbiamo organizzato 3 eventi:
a)San Valentino all’arco dell’amore, uno dei luoghi più pittoreschi e simbolici del nostro centro storico in cui abbiamo allestito una panchina a tema sulla quale tutti i visitatori si sono seduti per scattare una fotografia e condividere un momento speciale, un gesto d’affetto verso la persona amata, un amico o un familiare. L’iniziativa ha trasformato questo suggestivo angolo del paese in uno spazio di incontro, condivisione e celebrazione dei legami umani.
b)Natale in Biblioteca, vale a dire l’allestimento di un albero di Natale presso la biblioteca civica; un abete vero, alto, maestoso e dotato di sfumature argentate, addobbato con i manufatti realizzati dalle artiste che fanno parte del mercatino di artigianato quali gnomi, palle, catenelle, angoletti etc che ha avuto un grande successo.
c)Arti-Murgia, la mostra pasquale di artigianato che abbiamo allestito presso palazzo Miani-Perotti con l’obiettivo di far conoscere le artiste, le loro creazioni e il loro mondo. Un universo fatto di cura dei dettagli, passione, immaginazione, creatività e dedizione nel quale le mani sono uno strumento atto a creare manufatti unici e irripetibili. Oggetti di legno, conigli e fiori di stoffa, quadri, candele profumate, cofanetti, uova, galline, rondini, bijoux etc tutti rigorosamente “fatti a mano” e realizzati con materiali di recupero o ingredienti naturali. Ed è così che un pezzo di stoffa inutilizzato si trasforma in una gallina segnaposto o nei petali di un papavero, del cotone giallo diventa un canarino, la cera di soia si trasforma in una candela e lo spago assume la forma di un uovo, in un turbinio di colori e di profumi. Tradizione e innovazione che si fondono con aghi, fili, legno, cera e stoffe ad abitare un mondo magico in cui abbiamo voluto che i cittadini si immergessero per alcuni istanti.
- abbiamo adottato aree verdi pubbliche mediante le quali abbiamo potuto realizzare una duplice azione: educazione civica ed educazione ambientale. Spazi abbandonati e degradati sono stati trasformati in luoghi accoglienti da vivere e attraversare; aree che versavano in completo stato di incuria e degrado e che si prestavano anche a fenomeni di microcriminalità sono state restituite alla comunità, trasformate in luoghi accoglienti e sicuri con conseguente miglioramento della qualità della vita degli abitanti del quartiere e di tutti gli altri cittadini. In tali aree abbiamo rimosso i rifiuti, dissodato il terreno e messo a dimora alberi, fiori ed essenze vegetali. Inoltre, abbiamo tinteggiato i muretti perimetrali, restaurato le panchine, riparato parti delle scale, dei muri di contenimento e della pavimentazione. Il progetto è stato arricchito dalla realizzazione di un murale, di una panchina in pietra e di un mosaico, nonché dall’installazione di librerie all’aperto e di fari a LED. Questa esperienza trova un solido fondamento nell’articolo 9 della Costituzione italiana, secondo cui: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione». Tale principio richiama il valore della responsabilità collettiva nella tutela del patrimonio culturale, artistico e ambientale del Paese. Un patrimonio che non rappresenta soltanto un bene estetico, ma soprattutto un valore etico, fondato sul concetto di publica utilitas: il primato dell’interesse pubblico rispetto all’utilità privata. È proprio questo principio a garantire la pari dignità sociale dei cittadini e a preservare i diritti delle generazioni future.
- abbiamo collaborato con un gruppo di persone caratterizzate da fragilità psichiche che frequentano il centro diurno cittadino “La Casa del Sorriso”. Insieme alle loro educatrici, essi hanno partecipato alla manutenzione di una delle aree verdi adottate e alla realizzazione di una serie di cartelli dedicati alla sensibilizzazione ambientale e volti a richiamare l’attenzione sull’importanza della responsabilità individuale nella tutela dell’ambiente. Questi cartelli hanno assunto un valore ancora più profondo perché realizzati da persone che, nonostante i progressi introdotti dalla legge n. 180 del 1978, incontrano ancora ostacoli all’inclusione e rischiano di rimanere ai margini della vita sociale. Il loro contributo ha rappresentato un’importante testimonianza di partecipazione attiva e di cittadinanza. Se, infatti, come afferma l’articolo 3 della Costituzione, tutti i cittadini hanno pari dignità sociale, è dovere della comunità creare le condizioni affinché ciascuno possa esprimere pienamente la propria personalità e contribuire al bene comune. L’inclusione non è soltanto un principio giuridico, ma una responsabilità concreta che richiede impegno quotidiano e attenzione verso chi si trova in situazioni di maggiore vulnerabilità. La Costituzione, infatti, non è un semplice documento formale, ma uno strumento vivo che orienta il nostro agire e i nostri rapporti con gli altri. Attraverso comportamenti improntati al rispetto, alla solidarietà e alla non discriminazione, possiamo dare attuazione ai suoi principi fondamentali e contribuire a costruire una società più giusta, inclusiva e consapevole. Sta a ciascuno di noi mantenerne vivo il significato, assumendola come riferimento costante delle proprie azioni.
- abbiamo promosso la lettura attraverso la realizzazione di 4 librerie collocate nelle diverse aree verdi adottate. Le abbiamo definite “librerie libere” perché i libri in esse contenuti potevano essere letti sul posto, restituiti dopo la lettura oppure portati via senza l’obbligo di sostituirli con altri volumi. Si trattava, quindi, di un modello diverso rispetto alle tradizionali Little Free Library, basate sul principio “Take a book, return a book”: il nostro obiettivo era favorire la più ampia diffusione possibile della lettura, permettendo ai libri di circolare liberamente e di raggiungere nuovi lettori. Le librerie sono state realizzate utilizzando esclusivamente legno di recupero, coniugando così la promozione culturale con l’attenzione alla sostenibilità ambientale e al riuso dei materiali. In questo modo, il progetto ha assunto anche una valenza educativa sul piano ecologico, dimostrando come sia possibile dare nuova vita a materiali destinati allo scarto. Particolarmente significativa è stata la realizzazione di una libreria dedicata alle donne. Partendo dalla convinzione che la cultura rappresenta uno degli strumenti più efficaci per contrastare la violenza di genere e promuovere il rispetto della persona, abbiamo creato uno spazio interamente dedicato alla valorizzazione del contributo femminile alla società. Anch’essa costruita con legno di recupero, la libreria ospitava opere scritte da donne o dedicate a figure femminili che si sono distinte nei diversi ambiti del sapere, dalla scienza alla letteratura, dalla politica all’arte. Sul fronte della struttura era inoltre riportato il numero nazionale antiviolenza e stalking 1522, come segno concreto di sensibilizzazione e vicinanza a tutte le donne vittime di violenza. Attraverso questa iniziativa abbiamo voluto affermare che la cultura, la conoscenza e la memoria delle conquiste femminili rappresentano strumenti fondamentali per costruire una società più equa, consapevole e rispettosa della dignità di ogni persona.
- abbiamo organizzato numerose iniziative artistiche e ricreative, pensate per coinvolgere cittadini di tutte le età e favorire la partecipazione alla vita della comunità. In particolare, abbiamo realizzato:
- due spettacoli teatrali, “Peppino e il tesoro dei briganti” e “Zhoran”, scritti e messi in scena da Giuseppe Ciciriello e Piero Santoro, che hanno offerto momenti di riflessione, intrattenimento e valorizzazione dell’espressione artistica. Nel primo, i 2 artisti di Ceglie Messapica hanno parlato del “diverso” mentre nel secondo del nostro rapporto con la terra. Storie tratte dalla tradizione orale che si intrecciano a storie inventate e che in maniera sarcastica ci fanno riflettere su chi realmente è il diverso e sull’importanza delle nostre radici culturali.
- un concerto natalizio, occasione di incontro e condivisione che ha contribuito a rafforzare il senso di appartenenza alla comunità attraverso il linguaggio universale della musica;
- uno spettacolo di magia, capace di coinvolgere e affascinare bambini e adulti, trasformando gli spazi pubblici in luoghi di aggregazione e meraviglia;
- uno spettacolo di marionette, che ha valorizzato una delle forme più tradizionali e suggestive dell’arte teatrale, avvicinando il pubblico, in particolare i più giovani, al patrimonio culturale e creativo.
- abbiamo presentato opere storiche dedicate alla valorizzazione del territorio e della memoria collettiva. In particolare, sono stati presentati: “Cassano nella storia” del prof. Antonio Giordano, prezioso contributo alla conoscenza delle vicende storiche, sociali e culturali della comunità locale e “Costanza di Svevia. Il ritorno da regina” , romanzo storico della scrittrice Chiara Curione, che ha offerto ai partecipanti l’opportunità di approfondire una figura femminile di grande rilievo nella storia medievale. Entrambi gli eventi hanno evidenziato il ruolo della lettura e della conoscenza storica come strumenti di formazione civica e valorizzazione dell’identità locale.
Attraverso queste iniziative si è inteso promuovere il teatro, la musica, la lettura, la riflessione critica e la riscoperta delle radici storiche e culturali del territorio, favorendo il dialogo tra autori, studiosi e cittadini e contribuendo a rendere gli spazi pubblici luoghi di crescita culturale e di partecipazione attiva.
- abbiamo realizzato un murale in una delle aree adottate che, attraverso colori e immagini, racconta il suo percorso di rigenerazione. In prossimità dell’opera, con il supporto del Servizio Civico Comunale, abbiamo messo a dimora 100 piante di ginestra fornite dal vivaio forestale Fungipendola dell’ARIF Puglia. Tale area è stata in seguito intitolata ad Elisa Springer, scrittrice austriaca naturalizzata italiana e reduce dell’Olocausto, nel corso di una cerimonia che ha visto un parallelismo tra la lirica “La Ginestra” di G. Leopardi e lo stermino degli ebrei.
- abbiamo preso parte a“Vittime di un narcisista”, un evento dedicato all’analisi delle dinamiche psicologiche e relazionali che possono sfociare nella violenza di genere. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con l’avv. Antonio La Scala, la dott.ssa Rosa Sollazzo e la dott.ssa Raffaella Casamassima, professionisti impegnati nella tutela delle vittime e nella promozione della cultura del rispetto. Nel corso dell’incontro ho introdotto i lavori attraverso una riflessione sul mito di Narciso, figura della mitologia classica il cui racconto, pur appartenendo a un contesto storico e culturale lontano, offre ancora oggi interessanti spunti di lettura per comprendere alcune forme di egocentrismo patologico e di manipolazione nelle relazioni interpersonali. Il riferimento al mito ha consentito di collegare il patrimonio culturale classico a una problematica di grande attualità, favorendo una maggiore consapevolezza sul tema della violenza contro le donne. L’evento ha rappresentato un’importante occasione di sensibilizzazione e confronto, contribuendo a promuovere una cultura fondata sul rispetto della persona, sull’uguaglianza di genere e sul rifiuto di ogni forma di abuso e discriminazione.
- abbiamo partecipato alla “Walk for Mental Health”, una camminata dedicata alla promozione della salute mentale, svoltasi ad Altamura, che ha registrato una straordinaria partecipazione di istituzioni, cittadini e associazioni del territorio. L’evento ha scelto simbolicamente la camminata come strumento di sensibilizzazione, nella consapevolezza che il benessere mentale possa essere raggiunto e sostenuto solo attraverso un percorso condiviso e inclusivo. L’iniziativa ha inteso promuovere il valore della comunità e affermare il principio secondo cui la salute mentale rappresenta una responsabilità collettiva, che richiede il coinvolgimento di tutti gli attori sociali. Solo attraverso una partecipazione attiva e diffusa è possibile contrastare lo stigma che ancora accompagna il disagio psichico, restituire piena dignità alle persone che ne sono interessate e favorire nuove opportunità di cura, inclusione e integrazione sociale.
- abbiamo realizzato, nelle aree adottate dall’associazione, scenografie dedicate alle principali ricorrenze dell’anno – Natale, Pasqua, Carnevale e Autunno – e la promozione di eventi culturali e identitari finalizzati alla valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale del territorio, tra cui il “Presepe Vivente” e la rievocazione storica “Magna Inventio”. Le scenografie sono state concepite come strumenti di educazione al patrimonio, di sensibilizzazione al rispetto dei beni comuni e di promozione della memoria collettiva, attraverso il recupero delle tradizioni locali ed il coinvolgimento della cittadinanza. Tutti gli allestimenti sono stati realizzati prevalentemente con materiali di recupero e riciclo, in un’ottica di sostenibilità ambientale e di riduzione dell’impatto ecologico. Particolare rilievo ha avuto la scenografia autunnale del 2019, ispirata alle radici contadine del territorio, essendo dedito alla coltivazione di mandorle, olive e uva. L’allestimento riproduceva la figura di una contadina circondata da prodotti tipici della stagione e da elementi rappresentativi della tradizione rurale locale (castagne, zucche, mele cotogne etc), accompagnati da riferimenti letterari volti a valorizzare il legame tra cultura, natura e identità territoriale quali le poesie “Soldati” e “Sole autunnale” di, rispettivamente, G. Ungaretti e G. Pascoli. Il primo assimila la vita dei soldati a quella delle foglie perché, così come un soldato al fronte può morire da un momento all’altro per mano del fuoco nemico, allo stesso modo le foglie d’autunno possono cadere al primo colpo di vento (anche se, in realtà, non sono solo i soldati a vivere tale condizione di precarietà, ma l’uomo in genere per via della sua limitatezza) mentre il secondo si stupisce della meraviglia della natura che gracida, illumina e bagna benevolmente quasi come in un concerto. Per Carnevale 2019 invece abbiamo realizzato gli “Spaventamaschere”ossia degli spaventapasseri travestiti da 6 delle più classiche maschere della tradizione italiana, quali: Arlecchino, Brighella, Pantalone, Pulcinella, il dott. Balanzone e Colombina. Accompagnate da pannelli informativi che ne illustravano la storia e il legame con i rispettivi territori di origine. L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione per promuovere la conoscenza del patrimonio culturale nazionale e delle sue tradizioni popolari tenuto conto che il Carnevale è una festa che ha origini antichissime e che, ancora oggi, consente momentaneamente di sovvertire l’ordine costituito e di sospendere le regole della morale comune perché “Semel in anno licet insanire” cioè “Una volta all’anno è lecito far pazzie”. Il successo del progetto degli Spaventamaschere è andato ben oltre il periodo di Carnevale. L’affetto e il rispetto dimostrati dalla comunità, che ha saputo custodire le installazioni senza danneggiarle, ci hanno spinto a mantenerle nel tempo. Terminata la festa, abbiamo quindi rimosso i costumi carnevaleschi e trasformato gli Spaventamaschere in classici spaventapasseri, utilizzando vecchi indumenti dismessi e continuando così a valorizzare l’area con creatività e spirito di riuso. Abbiamo così realizzato un allestimento pasquale al quale abbiamo aggiunto uova colorate, conigli e sagome che hanno reso l’area adottata estremamente bella e vivace. Per Carnevale 2020 abbiamo realizzato due grandi maschere veneziane rappresentanti, l’una, una dama ricca e blasonata, e l’altra il mare con tutte le sue sfumature ed elementi naturali, con l’intento di richiamare il valore del patrimonio pubblico come bene condiviso e risorsa per l’intera collettività. Analogamente, le scenografie pasquali e natalizie che sono seguite hanno contribuito ad animare gli spazi pubblici mediante installazioni artistiche ispirate ai simboli tradizionali delle festività (sagome di uova colorate, Babbo Natale, Befana, pacchi regalo etc). Tra queste ricordiamo la realizzazione di una famiglia di pupazzi di neve, costruita interamente con legno di recupero, che ha riscosso particolare apprezzamento da parte della cittadinanza e che è stata successivamente utilizzata come spunto didattico per attività educative in ambito scolastico (un’insegnante di lingua inglese ha realizzato un video di apprendimento della lingua che ha pubblicato sulla rubrica “I like English Giunti ELT” che cura). Per quanto riguarda il “Presepe Vivente”, l’associazione ha curato sia la fase preparatoria sia quella realizzativa. Il progetto è stato articolato in una prima fase laboratoriale, denominata “Luci in Cammino”, comprendente attività artistiche e manipolative aperte alla cittadinanza e rivolte anche a minori provenienti da contesti di fragilità socio-economica, e in una seconda fase dedicata all’allestimento e all’animazione del presepe vivente. L’iniziativa ha tratto ispirazione dal presepe rinascimentale di Paolo Catalano, custodito presso il Santuario del Convento e considerato una delle più significative testimonianze della scultura rinascimentale pugliese. Sono nate così le pecorelle fatte con la lana che un tempo si usava per imbottire i materassi, i pastori realizzati con anime in ferro e i re Magi. Il percorso espositivo, sviluppato nel centro storico, ha riprodotto ambientazioni e mestieri tipici della tradizione contadina locale – quali il ramaio, il casaro, il fabbro, lo scalpellino etc– con l’obiettivo di preservare e trasmettere la memoria storica del territorio. L’intero progetto è stato realizzato attraverso un ampio coinvolgimento della comunità, favorendo la collaborazione tra cittadini, associazioni, attività commerciali e amministrazione comunale e contribuendo a rafforzare il senso di appartenenza e la coesione sociale. Per quanto riguarda, invece,Magna Inventio, ossia la rievocazione storica del ritrovamento dell’immagine della Vergine Maria avvenuto nel 1855, nel 2023 abbiamo collaborato all’evento attraverso l’allestimento di una postazione tematica e attività di raccolta fondi mentre nel 2024 abbiamo assunto il ruolo di associazione capofila, occupandoci della progettazione, del coordinamento organizzativo, della comunicazione, della gestione amministrativa e della rendicontazione. Nell’ambito di quest’ultima edizione abbiamo ideato e realizzato format originali, quali i “Discorsi sui balconi”, ovvero rappresentazioni teatrali ispirate alla vita quotidiana delle comunità contadine, e il “Dies Mariae”, ossia una sorta di calendario di annunciazione dell’evento, un percorso di avvicinamento finalizzato a coinvolgere progressivamente la cittadinanza e a rafforzare il valore simbolico e identitario della rievocazione. La manifestazione si sviluppa nell’arco di tre giornate, precedute da iniziative di trekking urbano e naturalistico dedicate alla scoperta del centro storico e del territorio extraurbano. Il programma comprende la ricostruzione simbolica delle antiche porte cittadine, spettacoli musicali e teatrali, allestimenti scenografici e un corteo storico che accompagna l’immagine della Vergine fino al Convento. Attraverso tali iniziative, l’associazione persegue l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico, culturale e religioso locale, promuovendo la conoscenza delle proprie radici e la loro trasmissione alle nuove generazioni. Le attività realizzate contribuiscono a rafforzare il senso di identità collettiva, il dialogo tra le diverse componenti della comunità e la consapevolezza del valore della memoria storica quale elemento fondamentale di coesione sociale e di crescita culturale perché se la Storia “ci consente di stare al mondo” cioè di mettere in prospettiva il nostro mondo (le nostre istituzioni, i nostri valori etc), oltre che essere utile come patrimonio di esperienze da cui trarre insegnamento e, se la religione ci lega a qualcosa che riteniamo essere sacro, ebbene questo evento che è al tempo stesso sia storico che religioso ci abbraccia tutti, ci comprende tutti. E nell’abbracciarci, nell’inglobarci tutti ci fa sentire più comunità, ognuna con le proprie diversità linguistiche, sociali etc, ma tutti facenti parte di un’unica comunità che si riconosce nelle proprie radici, le rivendica e le trasmette alle generazioni future nel tentativo di attraversare il tempo e di superarlo.
- abbiamo realizzato un’azione diguerrillagardeningpresso l’area ginnica del quartiere Sacro Cuore consistente nella rimozione dei rifiuti, taglio dell’erba, tinteggiatura degli arredi urbani (panchine e cestini portarifiuti) e nella creazione di aiuole rocciose. Grazie al prezioso contributo del Servizio Civico Comunale, Legambiente e di numerosi cittadini volontari, accomunati da un unico obiettivo: rendere più decorosa, accogliente e civile un’area pubblica molto frequentata da bambini, ragazzi e adulti. Da oggi quest’area si presenta con panchine dai colori vivaci, giallo e viola, scelti in armonia con il campo da basket esistente, dedicato ai Los Angeles Lakers, e con una ricca varietà di piante aromatiche e succulente distribuite tra grandi massi di pietra. Un lavoro di squadra che ha visto collaborare ente locale, associazioni e cittadini, dimostrando come la partecipazione e l’impegno condiviso possano produrre risultati concreti, belli e duraturi.
- abbiamo partecipato ad un evento dedicato al baratto/dono, durante il quale abbiamo valorizzato e abbellito piazza Ruffo, una piazza del centro storico, trasformandola in uno spazio di incontro, condivisione e socializzazione. L’iniziativa ha registrato un’ampia partecipazione di bambini, protagonisti di attività di scambio e dono che hanno favorito la diffusione di valori quali la solidarietà, il riuso e la cittadinanza attiva. L’entusiasmo e il coinvolgimento dimostrati dai partecipanti sono stati tali da spingerli a chiedere la riproposizione dell’evento nel più breve tempo possibile.
- abbiamo partecipato ad“Annunci di vita piena”, un evento organizzato dalle 2 parrocchie cassanesi durante il quale abbiamo presentato una raccolta fotografica dedicata alla prima area adottata documentandone il percorso di trasformazione e i significativi miglioramenti ottenuti nel tempo. Le immagini hanno testimoniato il processo di rinascita ambientale e civile dello spazio, evidenziando come la cura condivisa possa generare cambiamenti concreti e duraturi nella comunità. Abbiamo anche fatto svolgere ai bambini un laboratorio di pittura dei ciottoli che è stato molto apprezzato e che ha suscitato un grande divertimento.
- abbiamo partecipato a“Calze in Comune”, iniziativa realizzata durante il periodo dell’emergenza Covid-19 con l’obiettivo di regalare ai bambini un momento di gioia e serenità in un contesto caratterizzato da forti limitazioni alla socialità e alle attività collettive. L’evento ha previsto la distribuzione di calze colme di dolciumi e piccoli doni, offrendo ai più piccoli un’occasione di festa, condivisione e vicinanza umana in un periodo particolarmente difficile per le famiglie e per l’intera comunità. L’iniziativa ha rappresentato un gesto concreto di attenzione e solidarietà, contribuendo a mantenere vivo il senso di appartenenza e di speranza nonostante le difficoltà del momento.
- abbiamo realizzato un piccolo allestimento carnevalesco in una delle aree adottate dall’associazione durante il periodo dell’emergenza Covid-19. L’iniziativa ha visto la creazione e l’esposizione di 24 maschere nate dall’estro, dalla fantasia e dalla creatività dei bambini, trasformando lo spazio pubblico in un luogo di colore, espressione artistica e condivisione. L’attività ha rappresentato un’importante occasione di svago e partecipazione, consentendo ai più piccoli di esprimere la propria immaginazione attraverso un’esperienza concreta e collettiva. In un periodo segnato dall’isolamento sociale e dal crescente ricorso agli strumenti digitali, il progetto ha favorito momenti di incontro, creatività e socializzazione all’aria aperta, offrendo ai bambini un’alternativa positiva al mondo virtuale che, durante la pandemia, era diventato per molti di loro uno dei principali spazi di relazione e intrattenimento.
- abbiamo realizzato un seminario dal titolo“L’adozione di un’area verde pubblica come esempio di cittadinanza attiva e di educazione ambientale”presso l’UTE di Cassano in cui, con il supporto di immagini, abbiamo mostrato come attraverso l’adozione di un’area verde abbiamo promosso concretamente la cittadinanza attiva e la sensibilizzazione ambientale, coinvolgendo la comunità nella cura e nella valorizzazione del bene comune.
- abbiamo realizzato un laboratorio carnevalesco consistente nella creazione di maschere in cartapesta presso la Scuola dell’Infanzia Don Battista Armienti, finalizzato a promuovere l’espressività, la manualità e la creatività dei bambini. Il percorso ha consentito ai partecipanti di sperimentare tecniche tradizionali di lavorazione della cartapesta, favorendo lo sviluppo delle capacità creative, della collaborazione e della motricità fine, in un contesto educativo improntato alla partecipazione e alla valorizzazione delle potenzialità individuali. A conclusione del laboratorio è stata organizzata la mostra “La giostra di Carnevale”, durante la quale sono stati esposti i manufatti realizzati dai bambini. L’evento ha rappresentato un’importante occasione di condivisione con le famiglie e la comunità, valorizzando l’impegno dei partecipanti e promuovendo l’arte come strumento di crescita, inclusione e aggregazione sociale.
