Inaugurazione giardino E. Springer

Gentili autorità, cari cittadini, oggi inauguriamo non soltanto uno spazio pubblico, ma un luogo della memoria e della coscienza civile. Una parte dell’area adottata dalla nostra associazione viene dedicata a Elisa Springer, scrittrice austriaca naturalizzata italiana, sopravvissuta all’orrore dell’Olocausto e instancabile testimone dei valori della libertà, della dignità umana e della pace. La memoria non è mai un semplice esercizio di ricordo. Essa vive attraverso le storie, le parole e le testimonianze che vengono trasmesse alle nuove generazioni. Elisa Springer ha dedicato gran parte della sua vita a questo compito: raccontare, educare, sensibilizzare affinché tragedie come la Shoah non trovassero mai più spazio nella storia dell’umanità.

“di dolcissimo odor mandi un profumo, che il deserto consola” è un verso de “La Ginestra”, la lirica che il Leopardi scrive nel 1836 e nella quale, riflettendo sulla condizione umana, invita gli uomini a stringere legami sociali di solidarietà contro la forza devastatrice della natura, fonte della sofferenza umana. Il paesaggio desertico e minaccioso (il paesaggio è quello del Vesuvio) rappresenta la ferocia della natura mentre la ginestra, fiore gentile, sparge il suo profumo ovunque e umilmente si piega alla lava quando giungerà nuovamente con la sua furia distruttrice. La ginestra è dunque il fiore che, non a caso, abbiamo scelto di piantare qui, in quest’area, perché è tipico della macchia mediterranea e perché cresce sui terreni ostili e privi di vegetazione. E per terreno intendo, non quello fisico, naturale, fatto di terra e sassi, ma in senso metaforico il terreno umano, cioè quel substrato culturale privo di valori identitari come il rispetto della dignità della persona (III art. fondativo della nostra Costituzione che, non casualmente nasce dal fascismo) che fa sì che si abbiano conflitti, violenze e sin anche la Shoah, ad una cui vittima, Elisa Springer, oggi, intitoliamo l’area. Perché cos’è stata la Shoah se non un’atroce e brutale violazione della dignità della persona? Sistematicamente e scientemente perpetuata a danno di ebrei, zingari, omosessuali e oppositori politici; in altre parole, uomini, donne e bambini. Ed è per questo che abbiamo trasformato un’area degradata e abbandonata in un giardino: per coltivare un terreno, quello culturale, umano, in cui, nutrendo il rispetto della dignità della persona, si sia capaci, noi uomini, di stringere legami sociali di solidarietà mentre tu, “odorata ginestra”, “queste campagne dispogliate adorni”

Marisa Orlando

Realizzazione: Franco Liuzzi | Luciana Piscazzi | Anna Simonetti | Enrico Cotrufo | Servizio Civico Comunale | La casa del Sorriso

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