Sin dalla sua nascita, l’associazione ha promosso l’educazione al territorio e alla cittadinanza, l’educazione ambientale e la cultura anche e soprattutto mediante il coinvolgimento dei bambini e dei soggetti fragili, sia dal punto di vista psichico che dal punto di vista socio-economico, di cui ha favorito pure l’inclusione, l’aggregazione e la socializzazione. In particolare, l’associazione ha promosso:
L’adozione di aree verdi pubbliche con le quali ha compiuto una duplice operazione: educazione civica ed educazione ambientale. Aree abbandonate e degradate che sono diventate luoghi meravigliosi da attraversare o in cui sostare e non più in preda alla microdelinquenza. In queste aree, infatti, abbiamo eliminato i rifiuti, dissodato il terreno, piantato alberi, fiori ed essenze, tinteggiato i muretti perimetrali, pittato le panchine, riparato parte delle le scale, dei muretti e della pavimentazione, creato un murale, una panchina in pietra e un mosaico, posizionato delle librerie e installato dei fari a led. L’art. 9 della Costituzione dice: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. Cioè, la nostra identità nazionale si basa sul fatto di essere custodi di un patrimonio culturale, artistico e ambientale che, prima ancora di essere un valore estetico di bellezza, è un valore etico perché la “publica utilitas” ossia il primato dell’interesse pubblico sull’utilità del privato è garanzia della pari dignità sociale e dei diritti delle generazioni future.
Collaborazione con un gruppo di soggetti affetti da problemi psichici e appartenenti ad un centro diurno cittadino chiamato “La Casa del Sorriso” che, insieme alle loro educatrici, ci hanno aiutato nella manutenzione di una delle aree adottate e nella realizzazione di una serie di cartelli che ponevano l’accento sull’importanza della nostra responsabilità individuale nei confronti dell’ambiente. Cartelli, questi, che, quindi, avevano un maggiore significato perché appunto realizzati da chi, nonostante siano passati 40 anni dalla legge 180, resta ancora ai margini della società. Perché, se è vero che tutti i cittadini sono importanti come la Costituzione ci ricorda (art. 3/pari dignità sociale) è nostro dovere dare, a chi meno ha, la possibilità di esprimersi pienamente come essere umano. La Costituzione, infatti, non è un semplice pezzo di carta, ma uno strumento che, attraverso il nostro corretto comportamento, include gli altri senza discriminazioni; sta a noi tenerla in piedi, assumendola come punto di riferimento del nostro comportamento.
Promozione della lettura attraverso la realizzazione di 4 librerie che abbiamo posizionato nelle varie aree adottate e chiamate “libere” perché il libro poteva essere letto e messo a posto oppure portato via se ritenuto interessante, senza essere necessariamente sostituito. Per cui, non delle “little free library” per cui vale il motto “Take a book, return a book”, ma delle librerie da cui si può sottrarre un libro, leggerlo e ricollocalo oppure portarlo a casa facendo così spazio ad altri. Le librerie sono state realizzate con legno di riciclo, il che ci ha consentito di fare anche un’operazione di tipo ambientale. Una di esse è stata dedicata alle donne perché, pensando che il modo più efficace per combattere la violenza contro le donne è rappresentato dalla cultura, abbiamo creato una libreria ad hoc, sempre con legno di riciclo, piena di libri scritti da donne o dedicati a donne che si erano distinte in vari capi del sapere (scientifico, letterario etc) e che recava sul fronte il numero da comporre in caso di violenza ossia 1522.
Promozione della cultura attraverso la realizzazione di :
a) 2 spettacoli teatrali dal titolo “Peppino e il tesoro dei briganti” e “Zhoran” di Giuseppe Ciciriello e Piero Santoro
b) un concerto natalizio
c) uno spettacolo di magia
d) uno spettacolo di marionette.
e) presentazione di una serie di libri di storia locale del prof. Antonio Giordano (“Cassano nella storia”) e di un romanzo storico dal titolo “Costanza di Svevia. Il ritorno da regina” della scrittrice Chiara Curione.
Partecipazione ad un dibattito sulla violenza contro le donne dal titolo “Vittime di un narcisista” in collaborazione con l’avv. Antonio La Scala, la dott.ssa Rosa Sollazzo e la dott.ssa Raffaella Casamassima.
Partecipazione alla “Walk for mental health” una camminata per la promozione della salute mentale che si è svolta ad Altamura e che ha visto il coinvolgimento numerosissimo di istituzioni, cittadini e associazioni. Un evento che si è volutamente promosso attraverso una camminata perché è solo camminando tutti insieme che si può raggiungere il benessere mentale. Perché è solo creando una comunità e quindi facendo capire che la salute mentale è un impegno sociale che deve coinvolgere tutti gli attori, che si potrà, non solo eliminare lo stigma di cui ancora soffre, ma anche dare maggiore dignità e tentare nuove possibilità di cura e di inclusione.
Promozione di un progetto di legalità ambientale intitolato “Un albero per il Futuro” patrocinato dal Ministero della Transizione Ecologica che cerca di contrastare i crimini ambientali attraverso l’educazione alla legalità e di salvaguardare l’ambiente mediante la creazione di un bosco diffuso e che è consistito nella piantumazione, presso la scuola primaria di I grado, di 3 lecci e dell’albero di Falcone (Ficus macrophillacolumnarismagnoleides) che cresce nei pressi della casa del giudice assassinato nel 1992 dalla mafia.
Realizzazione di 3 centri estivi, uno scolastico e due comunali (il primo dei quali faceva parte del “Piano Estate 2021” promosso dal MIUR) rivolto a minori di età compresa tra 4 e 16 anni che avevano l’obiettivo di promuovere l’inclusione dei soggetti fragili (bambini svantaggiati dal punto di vista socio-economico e psichico), la socializzazione, la valorizzazione del territorio, il rispetto per l’ambiente mediante l’uso di tecniche di recupero e di materiali naturali e la curiosità nei confronti dell’artigianato artistico. Tali centri estivi si sono svolti nel centro storico del paese, ad eccezione di quello scolastico che si è svolto nel giardino della scuola primaria, nel tentativo di rivitalizzarlo e di coinvolgere i bambini che vi abitavano che infatti hanno partecipato numerosi.
Realizzazione di un laboratorio di maschere di cartapesta, presso la scuola dell’infanzia Don Battista Armienti, a cui è seguita la mostra dei manufatti realizzati dai bambini dal titolo “La giostra di Carnevale”.
Realizzazione, nelle aree adottate, di scenografie natalizie, pasquali, autunnali e carnevalesche e promozione di eventi culturali come il “Presepe Vivente” e “Magna Inventio” aventi il fine di raccontare le nostre radici, le nostre tradizioni, di valorizzare il paese e di focalizzare l’attenzione sull’importanza del patrimonio pubblico. Così, per esempio, partendo dal dato che Cassano è un paese di origini contadine che conserva tuttora tale tradizione, essendo dedita alla coltivazione di olive, mandole e uva, nell’autunno del 2019, abbiamo creato una scenografia che consisteva in un manichino travestito da contadina con tutto intorno numerose cassette di frutta contenenti melagrane, mele cotogne, castagne, zucche etc e 2 poesie che richiamavano l’autunno: “Soldati” e “Sole autunnale” di, rispettivamente, G. Ungaretti e G. Pascoli. Il primo assimila la vita dei soldati a quella delle foglie perché, così come un soldato al fronte può morire da un momento all’altro per mano del fuoco nemico, allo stesso modo le foglie d’autunno possono cadere al primo colpo di vento (anche se, in realtà, non sono solo i soldati a vivere tale condizione di precarietà, ma l’uomo in genere per via della sua limitatezza) mentre il secondo si stupisce della meraviglia della natura che gracida, illumina e bagna benevolmente quasi come in un concerto. In occasione del Carnevale 2020, invece, usando sempre dei manichini, abbiamo creato 2 maschere veneziane che rappresentavano, l’una, una dama ricca e blasonata e l’altra il mare con le sue sfumature di blu, azzurro e verde; maschere queste che riflettono il sogno di far comprendere che il pubblico è una ricchezza e che quando è gestito nell’interesse di tutti l’intera comunità ne trae vantaggio. Diversamente, per Carnevale 2019 abbiamo realizzato gli SPAVENTAMASCHERE, cioè degli spaventapasseri travestiti da 6 delle più classiche maschere di Carnevale quali Arlecchino, Pantalone, Brighella, Pulcinella, Colombina e il dott. Balanzone con accanto un cartello descrittivo che mostrava il legame di ciascuna maschera alla propria città natale. E questo per rammentare che il Carnevale è una tipica festa italiana che ha origini antichissime e che, ancora oggi, consente momentaneamente di sovvertire l’ordine costituito e di sospendere le regole della morale comune perché “Semel in anno licet insanire” cioè “Una volta all’anno è lecito far pazzie”. Seguono le scenografie pasquali e natalizie per le quali abbiamo realizzato, rispettivamente, sagome di uova colorate e i personaggi di Babbo Natale e della Befana (sempre con manichini) circondati da pacchi regalo, nonché la realizzazione di una simpatica famiglia di pupazzi di neve, formata da 5 elementi e fatta con legno di riciclo, che è stata così tanto apprezzata da ispirare un’insegnante di lingua inglese a realizzare un video di apprendimento della lingua che ha pubblicato sulla rubrica “I like English Giunti ELT” che cura, a dimostrazione del fatto che il virtuosismo genera altre azioni virtuose”. Infine, per Carnevale 2021 abbiamo realizzato un piccolo allestimento di 24 maschere fatte dai bambini e frutto della loro immaginazione che ha riscosso un grande successo da parte della cittadinanza, tant’è che qualcuno ha chiesto di prenderne alcune per serbarle come ricordo. Il tutto, ovviamente, creato con materiale di riciclo in modo tale da impattare meno sull’ambiente. Per quello che riguarda i 2 eventi culturali, invece, abbiamo suddiviso il “Presepe vivente” in 2 parti: una parte per così dire statica consistente in una serie di laboratori manipolativi e artistici (chiamati “Luci In Cammino”), rivolti anche a minori indigenti, nel corso dei quali abbiamo creato le scenografie utili per il presepe vivente e una seconda parte, per così dire dinamica, grazie alla quale abbiamo allestito e animato il presepe vivente medesimo. Per rappresentare la natività e quanto la circonda ci siamo ispirati al presepe di Paolo Catalano da Cassano, custodito nel Santuario del nostro Convento e considerato uno dei complessi scultorei più importanti del rinascimento pugliese perché, dovendo realizzare un presepe vivente che rievocasse le nostre origini contadine, quale migliore scultura di riferimento potevamo prendere in considerazione se non il presepe di Paolo da Cassano? Sono nate così le pecorelle fatte con la lana che un tempo si usava per imbottire i materassi, i pastori realizzati con anime in ferro e i re Magi. Il presepe vivente si è svolto nel centro storico lungo un percorso ben definito e si è avvalso di un’ambientazione tipicamente locale, cioè che ha ricreato condizioni e mestieri che rimandano alla nostra tradizione locale contadina (ramaio, casaro, fabbro, scalpellino etc) nel tentativo appunto sia di valorizzare il territorio sia di recuperare le nostre radici culturali, la nostra memoria storica. Il tutto in un’ottica di collaborazione con singoli cittadini, associazioni, commercianti e amministrazione comunale. In quanto invece a “Magna Inventio”, ossia la rievocazione storica del rinvenimento dell’immagine della Vergine Maria (ci troviamo nel 1855) nel 2023 abbiamo collaborato allestendo una nostra postazione e reperendo fondi mentre nel 2024, “Primule Rosse” è stata l’associazione capofila per cui ha svolto un lavoro molto più importante e complicato consistente in rendicontazione, comunicazione, coordinazione, ideazione, progettazione. Nostre, per esempio, sono le idee dei “Discorsi sui balconi” in cui delle contadine dialogano tra di loro rappresentando scene di vita quotidiana e il “Dies Marie “ cioè i giorni di Maria ovvero una sorta di calendario di annunciazione dell’evento che serve appunto ad annuncialo alla cittadinanza e a preparala in modo tale da far vivere il ritrovamento in maniera più intensa e profonda. Una 3 giorni, preceduta da un’anteprima in cui organizziamo in genere eventi di trekking urbano e trekking naturalistico aventi il fine di far conoscere rispettivamente il centro storico e il territorio extra-urbano, in cui sono inaugurate le porte che un tempo cingevano la città (non più esistenti e quindi riprodotte), si festeggia il ritrovamento dell’immagine della Vergine Maria con allestimenti musicali, teatrali e scenografie, e si prepara un corteo che porta l’immagine della vergine sino al Convento. Un evento, quindi, questo di “Magna Inventio” che ha l’obiettivo di valorizzare il nostro patrimonio culturale e di trasmetterlo alle nuove generazioni perché se la Storia “ci consente di stare al mondo” cioè di mettere in prospettiva il nostro mondo (le nostre istituzioni, i nostri valori etc), oltre che essere utile come patrimonio di esperienze da cui trarre insegnamento e, se la religione ci lega a qualcosa che riteniamo essere sacro, ebbene questo evento che è al tempo stesso sia storico che religioso ci abbraccia tutti, ci comprende tutti. E nell’abbracciarci, nell’inglobarci tutti ci fa sentire più comunità, ognuna con le proprie diversità linguistiche, sociali etc, ma tutti facenti parte di un’unica comunità che si riconosce nelle proprie radici, le rivendica e le trasmette alle generazioni future nel tentativo di attraversare il tempo e di superarlo.
Istituzione di un mercatino di artigianato avente l’idea di voler far emergere e valorizzare i numerosi artigiani e hobbisti del paese, promuovere la loro arte e fare in modo che sia di esempio e guida per i tanti giovani NEET che potrebbero trovare in essa una professione. Un mercatino che è sia tradizionale che artistico, che mette insieme espositori dotati di diverse abilità e competenze e che si svolge nel centro storico del paese al fine di valorizzarlo e rivitalizzarlo. Un evento che si realizza ogni prima domenica del mese e che dà importanza all’artigianato, custode delle tradizioni e degli usi tipici della nostra città e parte del nostro tessuto sociale. Un mercatino che al momento consta di una decina di stabili espositori, ma che vorremmo si allargasse nel tempo, includendo figure provenienti dai comuni viciniori, e che si dislocasse lungo un percorso ben stabilito del centro storico comprendente piazze, vicoli, corti, archi etc. Luoghi questi appartenenti agli espositori medesimi o messi a disposizione degli espositori con conseguente loro riutilizzo cosicché l’istituzione di una giornata di questo tipo potrebbe anche incentivare una qualche forma di ristrutturazione di luoghi dimenticati e abbandonati del nostro borgo antico. Agli artigiani si potrebbero affiancare anche piccoli commercianti di prodotti locali così da sottolineare il carattere locale e sostenibile dell’idea nonché artisti e associazioni desiderosi di mostrare le proprie eccellenze. Una filosofia di pensiero, quella dell’artigianato e, un diverso modo di acquistare che si basa sul lavoro di mani esperte e consapevoli e che, come tale, consente anche di stabilire un rapporto diretto con il venditore perché permette di conoscere la persona che ha realizzato l’oggetto e come l’ha fatto. Al mercatino dell’artigianato, al quale abbiamo dato il nome di “Curiosando in piazza”, è seguita, in occasione della Pasqua, la creazione di una mostra pasquale di artigianato dal titolo “Arti-Murgia” che abbiamo allestito presso palazzo Miani-Perotti e che è stata un successo in termini di visitatori.
Vincita dell’avviso pubblico regionale “PugliaCapitaleSociale 3.0” con un progetto di urbanismo tattico dal titolo “Sognando un paesaggio urbano”. Progetto, questo, che vede coinvolti il Comune, in qualità di soggetto partner, e la scuola dell’infanzia, in qualità di soggetto collaboratore, e che consiste nella creazione di un’area pedonale ludica; di un’area cioè che, ispirandosi e riproponendo alcuni dipinti urbani di Paul Klee e quindi utilizzando anche l’arte come mezzo di comunicazione, ridisegna, con giochi, vernici colorate e nuovi arredi urbani, il fronte scuola, il tratto di strada che separa la scuola dal parco giochi (in pratica le strisce pedonali) e l’area libera pavimentata di quest’ultimo fino al raggiungimento della sua parte verde attrezzata. In più, saranno dipinti i cordoli delle varie aree che contengono le diverse unità ludiche in modo tale da unire le due parti del parco giochi. Un’area, quindi, fatta di giochi di strada e colori (il gioco della campana, del labirinto etc) che, come una sorta di onda del mare, investe tutto ciò che incontra e lo travolge, colorandolo: l’asfalto della strada, la pavimentazione, le panchine. A sottolineare la forza dirompente di questo nuovo modo di ridisegnare gli spazi pubblici, quale, appunto, l’urbanismo tattico, che nell’ambito di una cornice estetica di alto valore comunicativo e di forte impatto visivo, cerca di trasmettere l’importanza del pubblico, il rispetto della legalità, la sicurezza, la mobilità sostenibile e la socializzazione. Il progetto infatti ha previsto anche un’importante fase laboratoriale, svolta a scuola, nel corso della quale i bambini hanno studiato le cromaticità e le geometrie dei dipinti urbani di Paul Klee (distinzione tra colori primari e secondari e individuazione delle principali forme geometriche piane come quadrato, rettangolo, triangolo e cerchio), hanno creato il loro personale paesaggio urbano (disegnando e ritagliando le varie forme geometriche su cartoncini colorati e assemblandole) sotto la guida attenta nostra e di quella delle insegnanti e infine, volendo sperimentare un lavoro collettivo (inizialmente abbiamo lavorato per classi mentre alla fine abbiamo messo i bambini tutti quanti insieme in uno spazio della scuola sufficientemente grande) abbiamo fatto dipingere loro un paesaggio urbano utilizzando questa volta le tempere e i pennelli. Infine, i bambini dipingeranno con noi l’area libera pavimentata del parco giochi e così facendo si prenderanno cura di uno spazio pubblico che probabilmente dal giorno dopo apparterrà loro maggiormente, cioè che sentiranno più proprio, capendo, così, che quei principi di uguaglianza e di crescita civile e sociale che la scuola insegna all’interno delle proprie mura sono realmente praticati all’esterno, cioè che realmente all’esterno si pratica quanto si insegna e che inoltre tutti loro sono ugualmente degni, indipendentemente dalle condizioni economiche e sociali di partenza. Un complesso progetto, educativo e culturale, quindi che inizia non casualmente nella scuola perché è in questa che si formano i futuri cittadini e quindi è in essa che può maturare una nuova coscienza civica, un nuovo abito mentale e che coinvolge poi uno spazio esterno pubblico rendendolo più sicuro, più sostenibile e più bello. Infine, ho introdotto nel progetto l’astrattismo di Paul Klee perché, tenuto conto che per Klee l’arte rende visibile ciò che non è, per me il non visibile e quindi il tentativo di rendere visibile attraverso questo progetto di urbanismo tattico è l’idea di una città più a dimensione d’uomo, cioè di una città dotata di maggiori spazi di socialità, di una differente mobilità e di un maggiore senso di appartenenza alla cosa pubblica, da cui il titolo del progetto “Sognando un paesaggio urbano”. Infine, il progetto è iniziato l’anno scorso passando attraverso una serie di fasi, come da cronoprogramma, che hanno visto la comunicazione alla cittadinanza, il coinvolgimento dei residenti del quartiere, i laboratori scolastici etc e terminerà a maggio 2025. Segue il link del mio intervento a Bari, il giorno 9 gennaio 2025, in occasione della convention su “PugliaCapitaleSociale 3.0” organizzata dalla Regione Puglia; convention, questa, che ha accolto tutte le associazioni della regione vincitrici dell’avviso pubblico e che ha visto l’intervento sia di dirigenti e funzionari del Welfare della Regione Puglia che di responsabili del III settore (CSV) e del mondo della scuola.
Partecipazione ad un evento di baratto/dono per il quale abbiamo abbellito una piazza del centro storico e che ha visto il coinvolgimento di numerosi bambini che hanno barattato e donato. Si sono divertiti cosi tanto che ci hanno chiesto di ripetere l’evento al più presto.
Partecipazione ad “Annunci di vita piena” , un evento organizzato dalle 2 parrocchie cassanesi durante il quale abbiamo mostrato una serie di fotografie che ritraevano la prima area adottata e i cambiamenti in positivo che aveva subito, a dimostrazione della sua rinascita ambientale e civile, e facendo fare ai bambini un laboratorio di pittura con i ciottoli che è stato molto apprezzato e che ha suscitato un grande divertimento.
Partecipazione a “Calze in comune”, un evento in cui si e cercato di regalare ai bambini un momento di gioia in un periodo di grandi restrizioni sociali (Covid), donando loro una calza colma di dolcetti.
Piccolo allestimento carnevalesco, in pieno Covid, e in una delle aree adottate, ritraente 24 maschere nate dall’estro e dalla fantasia dei bambini, che li ha divertiti e tenuti lontani per un po’ di tempo da quel mondo virtuale in cui troppo spesso si rifugiano e che infatti durante tale periodo è diventato purtroppo il rifugio per tanti di loro.
