Adozione area verde pubblica 

Si trattava di un’area che, pur trovandosi in una posizione semi-centrale della città, versava da anni in uno stato di completo abbandono e degrado. L’assenza di manutenzione, la presenza di rifiuti e il progressivo deterioramento l’avevano trasformata, da uno spazio potenzialmente destinato alla socialità e alla fruizione pubblica, in un luogo marginale e poco sicuro. La sua adozione invece ci avrebbe consentito di realizzare una duplice azione: da un lato un percorso di educazione civica, attraverso il quale garantire e tutelare i diritti di tutti i cittadini, poiché prendersi cura di uno spazio pubblico significa difendere un bene comune e, quindi, i diritti dell’intera collettività. Inoltre, i risultati di tale impegno sarebbero stati immediatamente visibili e facilmente percepibili grazie alla sua rapida trasformazione, per cui, i cittadini avrebbero compreso concretamente che la tutela dei propri diritti passa attraverso la tutela dei diritti di tutti e non il contrario. L’interesse individuale cioè trova piena realizzazione solo all’interno della tutela dell’interesse collettivo e non il contrario perché, se si tutela esclusivamente l’interesse individuale, i diritti, da garanzie universali, si trasformano in concessioni particolari, si trasformano cioè i favori che vengono accordati solo a pochi sulla base di rapporti di forza, convenienza o appartenenza. Quindi, i diritti cessano di essere garanzie uguali per tutti e rischiano di trasformarsi in benefici concessi discrezionalmente. Per questo la tutela del bene comune non limita la libertà individuale, ma ne costituisce il presupposto: solo in una comunità fondata sulla responsabilità condivisa i diritti possono essere effettivamente riconosciuti e protetti per ciascuno. Dall’altro lato, l’adozione ci avrebbe consentito di realizzare un’importante azione di educazione ambientale, finalizzata a diffondere il rispetto per il territorio, la cura del verde e la consapevolezza che la tutela dell’ambiente costituisce una responsabilità condivisa e un investimento per il futuro delle nuove generazioni. Abbiamo quindi rimosso i rifiuti, tagliato l’erba, dissodato il terreno, seminato l’erba e messo a dimora alberi, fiori ed essenze vegetali. Abbiamo riparato e tinteggiato i muretti perimetrali, restaurato le panchine dipingendole con vernici colorate, abbiamo riparato parte delle scale e della pavimentazione per migliorare la sicurezza, abbiamo realizzato un murale quale elemento di valorizzazione artistica e sociale dello spazio, abbiamo collocato delle librerie per il libero scambio di libri e infine abbiamo installato dei fari a LED per migliorare l’illuminazione. Grazie all’impegno profuso, uno spazio dimenticato è stato restituito alla collettività, trasformandosi in un luogo accogliente da attraversare, vivere e condividere, sottratto al degrado e ai fenomeni di microcriminalità. Un’area che è diventata luogo di incontro, aggregazione e crescita culturale per la comunità.

Realizzazione: Franco Liuzzi | Vito Lopane | Antonella Amoruoso | Enrico Cotrufo e Marisa Orlando| Anna Simonetti | Luciana Piscazzi | Antonio Armenise | Katia Campanale | Nonna Pina | Francesca Musci | Domenico

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