Si è trattato di 2 spettacoli rivolti ai bambini e al loro mondo magico, cioè a quell’universo, spesso popolato da personaggi fantastici e dominato da fenomeni irrazionali, che costituisce l’espediente cognitivo per mezzo del quale i bambini riescono a vivere in un mondo troppo diverso e troppo incomprensibile per loro. Per il bambino, infatti, il pensiero magico rappresenta uno strumento fondamentale per interpretare la realtà, sviluppare la creatività, esprimere emozioni e costruire la propria identità. Attraverso la magia e l’animazione degli oggetti, il bambino attribuisce vita, sentimenti e intenzioni al mondo che lo circonda, trasformandolo in una dimensione più vicina alla propria esperienza. Un bambino può cucinare inverosimilmente piatti con foglie e legnetti oppure parlare con gli oggetti perché possiede il pensiero magico, cioè, appunto, quell’eccezionale espediente che gli consente di trasformare la realtà rendendola a propria misura senza sentirsi inadeguato e fuori luogo. Un mondo, quindi, in cui tutti noi dovremmo immergerci almeno per un attimo per nutrire desideri, guardare con gli occhi spalancati e sorridere teneramente a quei bambini che siamo stati anche noi. Quel mondo popolato da fate che lasciano doni, un soffio che scaccia il dolore, un orsetto che parla, che è fatto cioè di animismo ovvero che attribuisce ai fenomeni e agli oggetti parole, sentimenti e volontà e che è svincolato dai principi di causa-effetto o di spazio-tempo che sono invece tipici della mente razionale. Le marionette hanno un’origine antichissima, intorno al VIII-VII secolo A.C., e avevano una funzione religiosa poiché venivano impiegate all’interno dei templi per raccontare i miti che rappresentavano dei, semidei e uomini. La letterature, greca e romana, conservano citazioni che alludono a figure mosse da fili per cui arcaiche marionette che potevano muovere le gambe, le braccia, il collo, gli occhi e anche le dita. Anche la magia ha origini antichissime, ma è solo nel 1800 che arriva al grande pubblico e che passa dalla strada, in cui fino ad allora era stata relegata, al palco sino a diventare una forma di intrattenimento popolare. Pertanto, marionette e magia svolgono una funzione educativa significativa: aiutano i bambini a conservare il senso dell’incanto, a esprimere i propri sentimenti, a sviluppare il linguaggio del corpo, il gioco simbolico e la capacità di immedesimarsi nelle storie, contribuendo così alla loro crescita emotiva e cognitiva.
Lo spettacolo di magia è stato condotto dal bravissimo Luciano De Lucia, barese e da sempre appassionato di magia, che è riuscito a divertire e a lasciare a bocca aperta grandi e piccini. Magic showè uno spettacolo parlato e musicale; magia professionale e intrattenimento brillante che incantano tutti. Un mondo magico fatto di musica, colori, apparizioni e sparizioni, ombrelli, sete colorate, bacchette magiche e grandi effetti speciali. Uno spettacolo in cui il pubblico meravigliato è condotto per mano in un mondo fantastico nel quale i sogni diventano realtà.
Lo spettacolo di marionette, invece, è stato condotto da Roberto Lanave, maestro d’Arte che ha fatto della sua passione profonda per marionette e burattini una professione.Sì…Amo le marionetteè uno spettacolo in rima baciata in cui le marionette di Geppetto, Pinocchio, giullare, cavallo, pagliaccio, girasole e scheletro dialogano tra di loro realizzando un simpatico teatrino che fa gioire grandi e bambini e nel quale anche gli adulti tornano, per un po’, ad essere bambini.
Realizzazione: Luciano De Lucia e Roberto Lanave





